Smartworking ed Empowerment

Smartworking e Empowerment, scegliere i luoghi del proprio lavoro, responsabilizzare, potenziare l’organizzazione e l’importanza alla relazione.

Perché parlare di smartworking ed empowerment in questi tempi?

Perché sono tempi di cambiamento dove le reazioni delle persone sono importanti. In questi momenti di “passaggio” si pongono domande importanti per la gestione dei propri collaboratori e dipendenti:

Come tenerli “agganciati” all’azienda nonostante la distanza?

  • Come possiamo valutarli ?
  • Siamo o non siamo essere sociali ?
  • Sappiamo la socialità è legata alla solidarietà ?
  • Ci fidiamo o non ci fidiamo delle persone che lavorano da casa ?
  • Come possiamo gestire e definire meglio gli obiettivi che abbiamo…insieme ?

Partiamo da alcune definizioni semi serie e poi più serie sullo smartworking e l’ empowerment.
Se ci fosse qui presente Massimo Bellotto, autore del nuovo glossario della formazione, sono certo che direbbe più o meno così sull’Empowerment.

Smartworking Empowerment
Smartworking Empowerment

Smartworking: evoluzione post moderna della catena di montaggio fordista, ma a casa, o possibile evoluzione del cavallo di Troia dove la trasmissione continua di informazioni tecnico operativa induce i lavoratori ad un sovraccarico lavorativo e ad uno stato alterato di coscienza che crea forse qualche momento di proattività.

Empowerment: maschera moderna attraverso la quale scaricare oneri e rischio sul singolo senza una vera e propria autonomia o meglio come dice Bellotto “sindrome di onnipotenza narcisistica che si manifesta in alcune persone e non in altre a seconda del caso, del destino e del codice genetico. Trasforma la modalità usuale di controllo interno in velleitaria illusione di poter dominare il mondo esterno (o addirittura di poter trasformare i propri desideri in progetti) Figura emblematica: Icaro

Passiamo alle definizioni serie di smartworking ed empowerment.

Smartworking: scegliere in autonomia i luoghi del proprio lavoro (autonomia concordata). Chi lavora ha il potere di scegliere come e dove lavorare.

Empowerment: responsabilizzazione (dare potere e spazio all’iniziativa) e potenziamento (trasmetter energia, vitalità e coraggio). Permette all’organizzazione di essere partecipativa e creativa, e dare grande importanza alla relazione.

Di fronte al disorientamento, all’accelerazione dei cambiamenti, alle reazioni delle persone e alla mancanza di apprendimento collettivo organizzativo (non sempre è così, ma capita anche ai “migliori”) occorre combinare queste forze positive (smartworking ed empowerment) insieme.

Per lo smartworking è importante ricordare che NON ESISTE AUTONOMIA senza POTERE e senza FIDUCIA.

Il datore di lavoro dà la fiducia necessaria perché queste scelte vengano fatte in autonomia, ma sempre in armonia con le esigenze (di ogni tipo) dell’organizzazione di appartenenza.

AUTONOMIA significa agire RESPONSABILMENTE, assumendosi le conseguenze e i rischi delle proprie scelte, ma non tutti sono pronti né desiderosi, né motivati ad assumere queste responsabilità. E’ una questione di atteggiamento anche, atteggiamento che non dipende solo dai singoli, ma anche dalla cultura dell’organizzazione di appartenenza.

Quindi occorre superare la cultura del controllo a favore di un rapporto basato su responsabilizzazione e fiducia e condivisione nuova dei valori. L’empowerment può aiutare lo smartworking e assieme a metodiche di facilitazione dei gruppi e delle riunioni, anche in modo agile, può veramente creare una nuova rivoluzione organizzativa.

C’è stanchezza digitale, disorientamento diffuso, e se al lavoratore vengono dati obiettivi molto impegnativi con scadenze brevi il lavoro da casa può rivelarsi una trappola o un cavallo di Troia (si diventa prigionieri in assenza di regole e di regolamenti ma soprattutto se non c’è dialogo e partecipazione).

Lo smartworking necessita di competenze, di nuove competenze (intrapersonali ed interpersonali), anzi di una nuova motivazione alle competenze. Occorre far aumentare la consapevolezza del collaboratore in termini di auto-direttive, auto disciplina, auto-motivazione, comunicazione e soprattutto cura di sé. Infine atteggiamento, affidabilità e adattabilità diventano fondamentali. Tutte questo competenze si possono rilevare e discutere con questionari ad hoc e con report ad hoc che aiutano a capire i fattori importanti in questo momento di cambiamento.

Empowerment
Empowerment

Smartworking e Empowerement Il “Next normal”.

Colloqui di coaching e di empowerment (e anche di counseling) possono aiutare le persone a far uscire il desiderio di riuscire in ciò che stanno facendo, aumentando il loro impegno.
Per lavorare sugli obiettivi insieme, definendo linee guida strategiche e relazionali, si possono utilizzare piattaforme agili di reciproca condivisione e valutazione degli stessi, per permettere sia al manager sia al collaboratore di stare sul pezzo in modo condiviso, trasparente e soprattutto favorendo un circolo virtuoso che parte dall’AUTOSTIMA , spinge la MOTIVAZIONE, e agisce sull’EFFICACIA orientando ogni azione verso un vero e proprio BENESSERE PRODUTTIVO.

Tutto questo nell’ottica di POTENZIARE LA PROPRIA PROFESSIONALITA’: ecco quindi che flessibilità e sostenibilità e conciliazione interna , insieme ad un corretta PIANIFICAZIONE favorisce anche la possibilità operativa di DISCONNESSIONE (e a sani momenti dedicati a piccole attività motorie e al rilassamento)

Per favorire invece momenti di conversazione GENERATIVA con l’obiettivo di favorire la collaborazione, ridurre la distanza, attivare contaminazione, suggeriamo laboratori facilitati internamente o da professionisti esterni per definire:

  • nuove policy organizzative
  • ripensare al workspace fisico e virtuale (e agli strumenti ad hoc)
  • sviluppare percorsi di formazione mirati
  • facilitare momenti di cambiamento e di indagine con gruppi pilota.

Formare e pianificare, aumentare il potere e collaborare, facilitare e generare insieme il futuro sono obiettivi raggiungibili con la buona volontà di accrescere le competenze interne. Per lo smartworking serve un salto culturale e di paradigma. L’empowerment può aiutare e può aiutare anche a far arrivare a casa la sedia ergonomica, insieme a schermo e tastiera per aiutare le persone. C’è la necessità di un cambiamento etico del lavoro mettendo al centro le persone.

Il “Next normal” potrà essere considerato un po’ più normale , sempre con attenzione alla motivazione e all’efficacia personale e organizzativa.

L’apprendimento e le nuove conoscenze devono essere quindi condivise per pianificare cambiamenti positivi duraturi e ci sono già in atto comportamenti virtuosi e coerenti che basterebbe solo metterli in circolo per favorire un nuovo ingaggio in poco tempo. E i risultati arriveranno solo con una condivisione ed un’ascolto più accurato e anche pianificato, guidato e regolato e soprattutto motivato.

Smartworking e Empowerement un ausilio alla nuova modalità di lavoro.