mBraining: strumenti concreti per aumentare la produttività senza perdere il benessere organizzativo

Self help, counseling, creatività e problem solving alla prova dei tre cervelli

Self Help: partire da sé per sostenere gli altri

Nelle organizzazioni ad alta pressione, chi guida persone e processi è spesso il primo a trascurare il proprio equilibrio interno. L’adozione di un approccio basato su mBraining: Produttività e Benessere Organizzativo trasforma le semplici tecniche di self help in un tassello essenziale: brevi pratiche di respiro consapevole, pause di silenzio “pieno” e piccoli rituali corporei diventano strumenti per scaricare la tensione e riattivare l’energia necessaria a guidare il team.

Illustrazione di un Coach e un Manager che collaborano a un tavolo con grafici e mappe concettuali, sovrastati dalle icone mBraining di testa, cuore e pancia
Sinergia tra Coach e Manager attraverso mBraining per un Problem Solving integrato

In chiave mBraining, questi strumenti vengono orientati a rimettere in dialogo i tre cervelli: la testa che corre tra analisi e decisioni, il cuore che sente relazioni e valori in gioco, la pancia che registra paura, coraggio, fatica. Allenare momenti quotidiani di centratura permette a coach, HR e manager di evitare di agire solo “di testa” o “di pancia” quando la pressione sale, migliorando qualità delle scelte e capacità di presenza nei confronti dei team.

Counseling, Coaching e creatività di gruppo

Accanto al lavoro su di sé, servono spazi strutturati di ascolto e accompagnamento. Il counseling organizzativo offre colloqui brevi e focalizzati per aiutare le persone a dare un senso a ciò che stanno vivendo, chiarire nodi emotivi e ridefinire il proprio margine di azione. Il Coaching lavora invece sugli obiettivi, sulle strategie e sul passaggio all’azione.

mBraining integra queste due dimensioni: l’mBIT coach esplora cosa racconta la testa (“come interpreto la situazione”), cosa prova il cuore (“che cosa è in gioco per me e per gli altri”) e che segnali manda la pancia (“dove sento tensione o slancio”). Nei team, questo ascolto si combina con tecniche di creatività – brainstorming ben condotti, mappe visive, laboratori esperienziali – per superare l’inerzia mentale, generare alternative e far emergere punti di vista minoritari che spesso contengono intuizioni chiave.

Problem solving relazionale per il cambiamento

Molti problemi aziendali non sono solo tecnici, ma relazionali: conflitti tra funzioni, incomprensioni, aspettative non allineate. Un problem solving davvero efficace parte dal riconoscere come il problema viene percepito dalle diverse parti, quali bisogni e valori tocca, quali emozioni attiva.

L’approccio mBraining: Produttività e Benessere Organizzativo invita a coinvolgere i tre cervelli nel processo: chiarire con la mente il “che cosa” e il “come”, contattare con il cuore il “perché” e “con chi”, ascoltare con la pancia il “quando” e i limiti da non oltrepassare. Da qui si possono costruire opzioni che non si limitano a “chiudere il file”, ma rafforzano fiducia, collaborazione e senso di benessere condiviso. Così l’aumento di produttività non avviene contro le persone, ma attraverso persone più integrate e consapevoli.​

Chi lavora con le persone sa che non basta una tecnica in più per reggere il peso di cambiamento, conflitti e aspettative. A volte serve un luogo in cui in cui rimettere ordine dentro: respirare, ascoltare i tre cervelli, dare un nome a ciò che stai vivendo, prima di tornare ad accompagnare gli altri. Un percorso mBraining mBIT Coach nasce proprio per questo tipo di profondità pratica.

Per approfondimenti esterni: https://mbraining.it/corsi-mbraining/mbit-coach-certification/

Per approfondimenti interni: https://giancarlomanzoni.com/category/mbraining-e-mindfulness/

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